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Flavia Mastrella e Antonio Rezza dal 1987 hanno realizzato tredici opere teatrali, interpretate da Rezza, a partire dal titolo Nuove parabole messo in scena nel 1988.

 

Numerose e importanti le collaborazioni con enti, teatri, radio e televisione. Tra i vari cortometraggi realizzati ci sono Suppietij (primo premio Fano Film Festival), Il vecchio dentro (Gabbiano d’oro a Bellaria Anteprima per il cinema indipendente), La divina provvidenza (Primo premio Bolzano opere nuove), Il piantone (Primo premio a Torino Cinema Giovani).
Nel 1996 hanno realizzato Escoriandoli, lungometraggio presentato alla mostra del cinema di Venezia. Ne seguiranno altri, tutti di successo, come Delitto sul Po presentato al Torino Film Festival e al Festival dei Due Mondi di Spoleto. Collaborano con RaiTre (fino al 2000 hanno curato la regia della trasmissione televisiva Troppolitani) e con RadioTre (autori della trasmissione Gli anni scorsoi), con il Teatro Vascello di Roma, con la Fondazione Teatro Piemonte Europa. Nel dicembre 2013 è stato loro conferito il Premio Speciale Ubu 2013. Numerose le esposizioni di Mastrella tra Roma, Napoli, Polignano, la Certosa di San Lorenzo, Zurigo. Rezza è autore di diversi libri.

 

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venerdì 4 novembre, ore 20.30

Potenza, Teatro Due Torri

 

di Flavia Mastrella, Antonio Rezza
con Antonio Rezza
e con Ivan Bellavista, Manolo Muoio, Chiara A. Perrini, Enzo Di Norscia
(mai) scritto da Antonio Rezza
habitat di Flavia Mastrella

 

Questa produzione ha debuttato nel 2015 presso il Teatro Astra di Torino.

 

In uno spazio privo di volume, il muro piatto chiude alla vista la carne rituale che esplode e si ribella. Non c’è dialogo per chi si parla sotto. Un matematico scrive a voce alta, un lettore parla mentre legge e non capisce ciò che legge ma solo ciò che dice. Con la saggezza senile l’adolescente, completamente in contrasto col buon senso, sguazza nel recinto circondato dalle cospirazioni. Spia, senza essere visto, personaggi che in piena vita si lasciano trasportare dagli eventi, perdizione e delirio lungo il muro. Il silenzio della morte contro l’oratoria patologica, un contrasto tra rumori, graffi e parole risonanti. Il suono stravolge il rimasuglio di un concetto e lo depaupera. Spazio alla logorrea, dissenteria della bocca in avaria, scarico intestinale dalla parte meno congeniale.

Flavia Mastrella / Antonio Rezza