Frosini Timpano
Elvira Frosini e Daniele Timpano sono autori, registi e attori.
I loro lavori sono stati rappresentati in numerosi teatri, festival e contesti performativi in Italia e all'estero (Teatro Palladium di Roma, Festival Inequilibrio/Armunia a Castiglioncello, Teatro Civile Festival, Teatro Elfo Puccini, Bassano Opera Estate/Festival B.Motion, Romaeuropa Festival, Teatro Bellini di Napoli, Teatro Argentina di Roma). Tra i loro spettacoli ci sono Dux in scatola (2006), che racconta in prima persona la sorte del cadavere di Mussolini, Reperto#01 (2006), Ecce robot! (2007), Sì l'ammore no (2009), Risorgimento Pop (scritto con Marco Andreoli, del 2009), Ciao bella (2010), Digerseltz (2012), Aldo morto - tragedia (2012), Carne (2016).
Con i loro lavori sono stati pubblicati da vari editori e sono stati finalisti e vincitori di numerosi premi: Dux in scatola è stato finalista ai Premi Scenario e Vertigine, pubblicato da Coniglio nel 2006 e da Hystrio nel 2008, e conRisorgimento Pop sono stati tradotti e presentati a Parigi per Face à Face. Nel 2013 hanno realizzato in collaborazione con il Teatro dell'Orologio di Roma e Fondazione Romaeuropa il progetto Aldo morto 54 (54 giorni di repliche dello spettacolo Aldo morto e 54 giorni di autoreclusione di Daniele Timpano in streaming in una cella ricostruita appositamente in teatro). Aldo morto 54 ha vinto il premio Nico Garrone 2013. Hanno lavorato per RadioTre Rai nella trasmissione Rombi tuoni scoppi scrosci tonfi boati, realizzata per il centenario del Futurismo italiano, e in Diari di guerra, serie di letture realizzate per il centenario della Grande Guerra.
Zombitudine
mercoledì 26 ottobre, ore 20.30
Potenza, Teatro Francesco Stabile
testo, regia, interpretazione Elvira Frosini e Daniele Timpano
Un uomo e una donna sono rifugiati in un teatro insieme al pubblico. In questo spazio di illusoria salvezza e resistenza attendono l’arrivo di qualcuno o qualcosa: la fine del mondo? Un nuovo inizio? La Rivoluzione? Forse arrivano gli Zombi. Gli Zombi siamo noi. La Zombitudine è la nostra condizione quotidiana. Stretti tra l'emergenza di un evento imminente e devastante e una quotidianità claustrofobica, si fa fatica a riconoscere il pericolo o la salvezza: la vita da assediati è divenuta normalità. Quella dello Zombi allora è l'immagine della nostra fine, ma è anche un'immagine di speranza, l'unica prospettiva di rinascita, l'unica forma di vita alternativa al dominio di banche, finanza e multinazionali. L'unico Risorgimento possibile per noi e il nostro Paese è un Risorgimento Zombi.
