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Danse vertical en camera subjective

 

arrow_ciano sabato 27 giugno 2009, ore 21.30, piazza Mario Pagano

 

"Danza delle Cariatidi" è la nuova creazione che il coreografo Fabrice Guillot e la Compagnie Retouramont si apprestano a realizzare. Il "Festival Città delle 100 Scale", in collaborazione con "Arte in transito. Paesaggio urbano ed arte contemporanea" e con la Rassegna "La Francia si muove...", ha presentato l'anteprima nazionale a Potenza il 27 giugno 2009.

La danza voltige, l'architettura e le proiezioni di ombre e video sugli edifici saranno gli elementi da cui prenderà avvio la costruzione dello spettacolo. All'elemento della danza in relazione all'architettura, allo sguardo del pubblico sui danzatori che volteggiano sulle facciate dell'edificio, si sommerà lo sguardo dei danzatori stessi mentre danzano, captato da una camera soggettiva e proiettato sull'edificio stesso. Questo, a sua volta, si mescolerà con le proiezioni di ombre e di giochi di luce. Il continuo rimando tra corpi dei danzatori e il luogo pubblico con le sue architetture darà la sensazione che tutto lo spazio incominci a danzare, fino a cancellare il confine tra spazio della rappresentazione e pubblico.

 

Un semplice movimento della testa di queste donne (le Cariatidi) che reggono l'architettura, farebbe danzare i muri.

Abbiamo sempre giocato a volteggiare sul posto, talvolta abbiamo afferrato la sensazione di far girare il mondo.
Ritrovo questa sensazione su un muro, il mio passo sposta questo enorme oggetto, il mio salto lo lancia a distanza, il mio volteggio indietro fa girare l'orizzonte intero. Questa percezione non è il frutto di un egocentrismo folle. (Del resto), è nel momento in cui mi dimentico di me che questa immagine si produce. Il muro incomincia a danzare quando sono ancorato, abitato dal mio movimento interiore, pienamente cosciente del mio supporto. Quando capovolgo la testa in basso, rovescio la gravità del mondo.

(Fabrice Guillot)

 

 

Abbracciare lo spazio

La rappresentazione, anche quando si situa nello spazio pubblico, si pone allo sguardo in un rapporto frontale.

Gli spettatori sono davanti ad un muro abitato dai danzatori, possono girare la testa per vedere di lato o al di sotto di esso, e subito si ricrea un rapporto frontale, e il confine artisti-pubblico persiste.

La videocamera soggettiva, che ingloba il luogo della rappresentazione e lo spazio del pubblico, ci permette di cancellare questa frontiera. La sensazione piena, immensa che cerco è: immagini in camera soggettiva

"Lo sguardo di Géaud Pineau si sposta sempre dal suo soggetto nel giocare sui punti di vista imprevisti. Integra nel suo lavoro la nozione umana e, con la sua semplice inquadratura, apre un nuovo campo d'interpretazione alle situazioni vissute. I dialoghi con lui su la "Danza delle Cariatidi" si annuncia ludica e costruttiva". La camera soggettiva sarà un mezzo per far provare allo spettatore le nostre sensazioni visive sulla città. Queste immagini captate da un danzatore, saranno proiettate sullo stesso muro della sua evoluzione.

Il danzatore trascina nella sua coreografia una camera, capta la sua relazione con il supporto e la sua percezione dello spazio pubblico. Possiamo in questo momento parlare di una visione sferica che ingloba il luogo della rappresentazione e permette di porre il pubblico ai piedi del muro, offrendogli la visione del suo posizionamento, inscrivendolo nello spazio pubblico.

 

Ombre

Il minimo movimento al suolo del danzatore è amplificato dalla proiezione della sua ombra sul muro. Otteniamo un corpo gigantesco, deformato, enigmatico.

Il muro sarà allora abitato dalle ombre, dai danzatori che saranno sospesi e dalle immagini della camera soggettiva.

Il dialogo di questi tre attori costruirà la drammaturgia dello spettacolo.

 

Far danzare gli edifici

Se le Cariatidi cominciassero a danzare, i muri, inevitabilmente. incomincerebbero a muoversi. Per dare l'illusione di questo movimento è sufficiente che lo spettatore segua le traiettorie all'unisono dei danzatori su un edificio.

 

Sguardi incrociati

Nelle differenti fasi di lavoro, inviteremo nell'équipe degli esperti di spazio pubblico che daranno uno sguardo sul lavoro in corso. La loro percezione ci permetterà di avere una comprensione più ampia delle sfide del lavoro in corso.

Noi speriamo di poter accogliere Philippe Guérin architetto, ma anche pittore; Gilles Raveneau, sociologo e Luc Gwiazdzinski, geografo. Dei momenti di incontro con il pubblico saranno organizzati in ciascuna tappa del lavoro.