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Una donna è seduta su di una pila di fogli. Sono i suoi progetti, quello che ha scritto nella sua vita lavorativa e creativa. Ha paura che scappino, che volino via, non sa più come tenerli fermi a se. In quelle carte ci sono tutti i suoi buoni propositi, cʼè tutto quanto è stato partorito dalla sua testa. È un bagaglio da custodire con gelosia, ma allo stesso tempo sa che dovrà darli in pasto al mondo. La sua vita è ormai scandita da progetti da scrivere, da pensare, da elaborare, da condividere. Lʼobiettivo è come sempre, quello di cambiare se stessa e quello che la circonda, tentando di migliorarlo e di migliorarsi. Vive un'esistenza di ossessione in continuo contatto con questi fogli, non riesce a distaccarsene. Cercherà di coinvolgere il pubblico nella realizzazione di questi progetti, nel disperato tentativo di vederne anche soltanto uno realizzato. Tutti i suoi progetti restano incompiuti, questo è il grande dramma. Tante anime come la sua sono in attesa di giudizio, di qualcuno che valuti le loro idee. La condizione in cui vive è appena più su dell'insuccesso, subito sotto la stima di sé.