Questo sito web utilizza i cookie per gestire l'autenticazione, la navigazione e altre funzioni. Utilizzando il nostro sito, l'utente accetta che possano essere utilizzati questo tipo di cookie sul proprio dispositivo.

Un'esplorazione della storia dell'arte italiana. "Umanesimo" è il sesto di dieci capitoli che collega la danza alla geografia. La "Venere di Urbino", nuda, terrena e carnale incanta lo spettatore sin dall'ingresso. Il dipinto di Tiziano, riprodotto in grandi dimensioni, racconta di una giovane sposa, tra erotismo, fedeltà e maternità. Parte dalla bellezza rinascimentale il viaggio italiano del "corpo" di Morau che, dal 2009, firma performance legate a tematiche di una città o di un Paese. "Umanesimo" si sviluppa su più piani. Quello estetico che attraversa la storia dell'arte. Drammaturgico, affidato alle parole di Pablo Gisbert con la descrizione dell'opera. E coreografico, di una danza geometrica tra linee fisiche e traiettorie emotive. Tanti i riferimenti all'Italia, tra canzoni napoletane e voci politiche di ieri (Mussolini) e di oggi (Berlusconi), passando da Pasolini. "Umanesimo" è uno spettacolo che indaga il mistero del corpo, il potere dello sguardo rappresentando l'attualità con un occhio al passato.