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da La sagra della primavera di Igor Stravinskij
Ideazione e coreografia di Michela LUCENTI

 

Teatro Francesco Stabile
venerdì 17 ottobre / ore 20.30

 

Una metafora del nostro tempo, di una generazione che invecchia senza sbocciare, osservata, spiata, vergine perché impossibilitata a fare da sola. Un'opera d'avanguardia nata per distruggere le tradizioni. Tuttavia, se in quest'opera Balletto Civile si relaziona all'originale del 1913, è solo per estrapolarne il cuore e farlo a pezzi, dando vita a un'azione coreografica in cui l'idea del sacrificio perpetrato dai "vecchi" ai danni dei "giovani" si rovescia nel suo esatto contrario. Stanchi di essere la generazione "di mezzo", per la quale le possibilità sono finite e il futuro appare precluso, gli interpreti si lanciano in una danza forsennata in cui l'ansia di liberazione e la volontà di riscatto si mescolano a frustrazioni difficili da estirpare. Se in questo lavoro prevale la giovanile voglia di farcela, è altrettanto vero che ognuno dei protagonisti porta dentro di sé una lacerazione profonda, una nevrosi fatta di tante piccole e grandi privazioni quotidiane, che si esprime in un'azione scenica potente, arrabbiata, assoluta. Opera corale, "Il Sacro della primavera" rimanda alla contemporaneità senza alcun velo di retorica, ma con una consapevolezza e una lucidità realmente capaci di muovere e indignare.