Joseph / Your girl
lunedì 5 novembre / ore 20.30
Teatro Francesco Stabile / Potenza
Sarà Alessandro Sciarroni – performer, attore e coreografo di statura internazionale - a chiudere la IV Edizione del "Festival
Città delle 100 scale" con due bellissime performance: "Joseph" e "Your Girl".
Considerato dalla critica una delle figure di riferimento del panorama della ricerca europea, dopo una lunga tournée che lo ha visto protagonista, in quest'ultimo anno, in Festival e Teatri prestigiosi di tutta Europa, Sciarroni porta in scena - al Teatro Stabile - due lavori di inedita sensibilità per i temi della solitudine e del sociale. Due costruzioni dal forte impatto visivo, arricchite da citazioni letterarie, filosofiche ed antropologiche.
In "Joseph" va in scena un uomo solo, di spalle al pubblico per l'intera performance. Alla continua ricerca della sua immagine in tutto ciò che il suo sguardo tocca. La solitudine cela il mistico incontro con l'essere tra le anime che assistono discrete, testimoni dell'"appuntamento".
"Your girl" è un lavoro sul desiderio, sull'ispezione di un sentimento. L'esperienza amorosa è raccontata attraverso gli occhi di una disabile, una Madame Bovary che desidera solo ciò che è comune e non ciò che sarebbe normale. L'attrice, Chiara Bersani, è perfetta nel suo ruolo, senza ridondanze né enfasi, approdando sullo stesso piano del performer, Matteo Ramponi. Che, da oggetto del desiderio, ne diventa complice. Spettacolo che, nella sua delicatezza, coinvolge al di là del semplice impatto visivo e della scena minimale.
Rodolfo DI GIAMMARCO
Le strane creature di Sciarroni nude di fronte all'amore
(in La Repubblica, 30 settembre 2012 / R Cult da non perdere. TEATRO Danza)
La trama anatomica di Your Girl di Alessandro Sciarroni, singolarissimo performer capace di minimalismi corporei (in Joseph) con deformazioni digitali, rimanda qui, in una body art drammatizzata di tempo fa (lui assente dalla scena), a un rapporto struggente di coppia fra un giovanotto ben strutturato e una donna di taglia piccola, affetta da malattia genetica alle
ossa, entrambi destinati a un esplicito nudo integrale. Sciarroni spiega che è un lavoro sul desiderio, e fa appello a "Madame Bovary". S'assiste a un dramma di solitudini umane poste a nudo come nell' Oresteia di Castellucci, con la flemma di Gilbert & George. Dalla sedia ortopedica di lei e dal Parnaso narcisistico di lui s'arriva a un contatto idilliaco, ci si spoglia alimentando un bidone aspiratutto, si respirano sentimenti, si sciolgono sguardi e si producono carezze. (...).
