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Un giardino in movimento per la città

 

Un giardino "diverso" che si sceglie e si riproduce da solo, si muove e si trasforma soltanto secondo le leggi di adattamento all'ambiente e di interazione tra le specie. L'intervento è più il progetto di un laboratorio che di un giardino: questo si progetta e si fa da sè, è un giardino involontario o, per dirla con Gilles Clément, un "giardino in movimento". Partendo dal riconoscimento di quelle che sono comunemente chiamate "erbacce", e sfruttando l'attitudine delle specie vegetali a sopravvivere con le sole proprie forze ed a muoversi secondo precise esigenze biologiche, si avvia e si orienta la composizione spontanea di un piccolo frammento di paesaggio urbano al di sotto del ponte Musmeci. Naturalmente è un processo in continua evoluzione in cui il fattore temporale gioca un ruolo primario. Le trasformazioni innescate ed il continuo "vagabondare" delle piante all'interno di questo contesto saranno controllate ed indirizzate nell'ambito del progetto che, quindi, non farà altro che seguire ed assecondare processi del tutto naturali. Nonostante l'intervento umano attraverso le scelte che saranno effettuate, il "giardino" sarà connotato da un ordine dinamico piuttosto che statico, un ordine all'interno del quale il disordine naturale diventa elemento primario della composizione.

 

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L'intenzione è di far vivere e rendere fruibile uno spazio urbano che abitualmente ha connotati di marginalità. La scelta è ricaduta sulla "pancia" del ponte Musmeci, luogo di grande valenza architettonica che nella quotidianità è abbandonato al degrado. L'intervento è di carattere temporaneo e ha lo scopo di creare nello spettatore un effetto di straniamento, offrendo una visione inconsueta ed inaspettata del luogo. Gli elementi del progetto spingono ad una fruizione sensoriale del sito, attraverso l'esaltazione delle sue caratteristiche attuali e, soprattutto, potenziali. Luci, rumori ed immagini permetteranno al fruitore di figurarsi cosa e come potrebbe essere quello che oggi è un "non-luogo". A dare più forza a questa intenzione contribuirà lo spettacolo previsto di danza di MK, causa ed effetto dell'intervento.

Lo studio WOP architettura e paesaggio nasce a Potenza nel 2005 dall'incontro di professionisti con formazione e competenze diverse.

Grazie a questa eterogeneità i lavori del gruppo si caratterizzano sin dall'inizio per un approccio multidisciplinare e riguardano ambiti che vanno dalla progettazione architettonica al restauro e consolidamento degli edifici storici, dalla progettazione strutturale all'architettura del paesaggio.

L'attività operativa è affiancata da una costante ricerca su tematiche di grande attualità come l'analisi e la ridefinizione di luoghi marginali, l'interazione tra attività antropica e paesaggio, la caratterizzazione degli spazi pubblici e la partecipazione collettiva alle trasformazioni dei paesaggi urbani e rurali.

 

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