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Installazioni sonore, danza verticale, recitazioni tra i rami degli alberi. Con sullo sfondo il Musmeci. Un corpo a corpo tra i luoghi, gli artisti e i cittadini. Dopo la pausa estiva, seconda parte della quarta edizione del "Festival Città delle 100 Scale", organizzato dall'Associazione Basilicata 1799 e dedicato al tema "spazio relazione corpo".

Da lunedì 17 settembre a dicembre un cartellone fitto d'appuntamenti accompagnerà l'autunno potentino. E' distinto in tre blocchi separati. Una serie di performance di giovani, ma affermate compagnie non solo italiane che esplorerà insoliti luoghi della città, a partire dal "ponte", che si riconferma il luogo caratterizzante del Festival. E ancora eventi con giovani creativi lucani e ospiti internazionali. Con a dicembre l'attesissima partitura di John Cage, "A dip in the lake", per celebrare i 100 anni della nascita del grande musicista. Un'esecuzione frutto di 3 anni di ricerca dei suoni della città sulla base di una originaria scrittura dell'artista. L'ultimo blocco "Learning cities", è una serie di workshop con esperti d'indubbio valore con i quali ripensare e dare nuovo luce agli spazi pubblici di Potenza.

Saranno le coreografie e la ricerca sonora degli Mk ad aprire martedì 18 la seconda sessione del festival. L'appuntamento è per le 20,30 e le 21,30 nel "ventre" del Musmeci, in viale Marconi con lo spettacolo "Quattro danze coloniali viste da vicino". Nello spazio antistante intervento temporaneo dello studio Wop Architettura e Paesaggio dal titolo "Altrimenti un non luogo". Con l'intenzione di rendere fruibile uno spazio urbano posto ormai ai margini della città. Attraverso un uso attento di luci, suoni e rumori, si proverà a creare nello spettatore un effetto di straniamento, con una visione inconsueta e inaspettata dell'area.

Il Musmeci ancora protagonista giovedì 20 con i francesi Les Passagers. "Sur le pont on y danse" terrà tutti con il fiato sospeso. Funi elastiche e reti, ponteggi e impalcature. Sono la scarna scenografia di questi danzatori-acrobati. Da 20 anni sulla scena con performance sempre accattivanti e d'indubbio fascino. Grandi esploratori del rapporto danza/architettura.

Il 27 sarà la volta dei potentini Abito in Scena con il reading/no reading "Si rivesta, riposi, faccia un viaggio" sulla poetessa e premio Nobel Wislawa Szymborska.

Ben cinque gli appuntamenti d'ottobre. Si partirà sabato 6 con "Progetto Motel" del Gruppo Nanou. Azioni minimaliste e gesti ripetitivi. Rapporti di coppia che si sviluppano in un ideale motel uscito dall'inconscio. Tre stanze autonome e allo stesso tempo parti organiche di un discorso. Motel è un luogo familiare, è la casa dei segreti, degli amanti, degli assassini, è la sosta dei viaggiatori. I personaggi e le loro azioni si sviluppano e si completano in una stanza ripristinando l'antico status quo.

Mercoledì 10 toccherà alla potentina Elisa Laraia/Orfeo Hotel Contemporary Art Project con "Private conversation | Contemporary Theater". Performance multimediale. Esperienza unica per Potenza. Uno spettacolo in cui il fruitore sarà allo stesso tempo attore, in una trasposizione di ruoli e identità.

Venerdì 12 "L'infinito" di Leopardi danzato su un albero. La curiosa pièce è di Fabrizio Favale e le Supplici. È tra i gruppi più originali della nuova scena italiana. Il danzatore, in abiti ottocenteschi, dispiegherà la propria coreografia tra i rami.

Venerdì 19 Amnesiac Arts, Bellantoni/ElleplusElle in una sperimentazione di nuovi linguaggi e forme artistiche.

Otto giorni dopo e sul palco/spazio urbano salirà Collettivo Cinetico con "No, non distruggeremo...". Ancora innovazioni lungo il sottile filo che separa il teatro dalle arti visive. Lo spettatore, con una speciale tastiera, potrà guidare i movimenti dei tre performer, bendati. Trenta minuti dove ognuno sarà il protagonista, timido o goliardico, passivo o ludico, distruttivo o compositivo.

Un uomo solo al centro della scena. Alla continua ricerca della sua immagine, in tutto ciò che egli tocca. "Joseph" di Alessandro Sciarroni è in calendario per il 5 novembre. L'artista marchigiano – ospite quest'anno del Festival Internazionale di Edimburgo - proporrà anche lo spettacolo "Your girl". Dove il vero protagonista è il desiderio e l'ispezione del sentimento. A dicembre infine, "A dip in the lake", 10 Quicksteps / 61 Valzer / 56 per Potenza e dintorni. Anteprima europea del progetto su John Cage curato da Stefano Zorzanello e Tragitti Sonori. Composizione visionaria, utopica, per ascoltatori, performer e realizzatori di registrazioni.

Lungo questi quattro mesi diversi saranno poi i workshop e seminari in cui si affronteranno i temi dello spazio pubblico e della riqualificazione della città di Potenza. Si inizierà lunedì 17 settembre alle ore 15,30 al Ponte Musmeci con "Piante vagabonde. Un giardino in movimento per la città" a cura di Wop Architettura e Paesaggio, per proseguire con Franco Purini "Le macchine della memoria. Un progetto di riqualificazione di uno spazio pubblico" e con ma0/emmeazero "Potenza_possibile. Lo spazio dell'indefinito e dell'indeterminato". Questi ultimi due workshop rafforzano il rapporto di collaborazione del Festival con Apof-Il.

"Questa seconda parte del Festival", dicono Francesco Scaringi e Giuseppe Biscaglia, ideatori del Festival "porta a compimento alcune operazioni avviate nei mesi scorsi. Gli spettacoli sopra e sotto il ponte Musmeci vogliono dimostrare che si può pensare a una Potenza diversa che sa guardare al futuro. Un modo dialettico - e perché no polemico - di confrontarsi con questioni che in piccolo riguardano la città, ma che riflettono questioni più universali quali il disagio esistenziale e politico del vivere contemporaneo".